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Origini e storia del Cocker Spaniel Inglese

Molte e diverse sono le opinioni circa l'origine degli spaniel: ognuna presenta elementi probabili; ma non probanti; nessuna ipotesi, quindi, pur basata su argomenti credibili, è tale da essere del tutto convincente.si tranquillizzi il lettore che non avesse saltato a piè pari questo capitolo, perché, per comprensione dei suoi e nei miei riguardi, eviterò il periodo della preistoria per cominciare direttamente dall' apparizione del vocabolo "spaniel". Anche a proposito di quest'ultimo i parei sono discordi; si può comunque dare per certo che la denominazione derivi da un ceppo di cani introdotti in Inghilterra dalla Spagna(alcuni sostengono che, prima di approdare sull' isola, sia intercorso un periodo francese). In tutti i casi gli Inglesi hanno documentato con chiarezza come l'evoluzione del ceppo spagnolo via sia avvenuta  presso di loro, dimostrando quindi l'origine inglese degli spaniel. nel XIV secolo Geoffrey Chaucer fa riferimento a uno spaniel in In the Wyf of Bathes Prologue. Poco dopo , intorno al 1490, Gaston de foix, francese, descrive, in Livre de Chasse,l'impiego dello spaniel come ausiliario nella caccia con il falco;"quanto fosse necessario questo cane in falconeria" viene ribadito, nel 1575, da George di Tumberville nel suo Book of Faulconeire,In questa attività lo spaniel doveva scovare e alzare il selvatico, effettuare anche il riporto. In questa stessa epoca, il Dottor caius, professore universitario in Inghilterra, si occupò di catalogare i cani allora conosciuti nel suo paese in un testo, scritto in latino, intitolato De Canibus Britannicis: per i cani da caccia propose una prima classificazione,legata al tipo di lavoro svolto, dividendoli in land spaniel(utilizzati per l'attività a terra) e water spaniel (per l'attività in acqua), e una descrizione di spaniel" con mantello bianco, talvolta macchiato di rosso". 
Nel XVII secolo altri scrittori ci segnalano ulteriori suddivisioni tra gli spaniel: i land spaniel vennero distinti in springer spaniel che forzavano la selvaggina e pointing spaniel che la fermavano; i primi vennero ancora differenziati, a seconda della taglia, chiamando i più piccoli cocking spaniel per la loro abilità nella caccia alla beccaccia (woodcock = beccaccia). Poiché a quell' epoca mancava qualsiasi organizzazione che regolamentasse l'allevamento, spesso i soggetti, poi suddivisi a seconda delle attitudini e delle taglie, provenivano dalla stessa cucciolata. Già agli inizi del Seicento, alcuni toy, originari della Cina o provenienti dal Giappone, apparvero a fianco dei monarchi e dei nobili inglesi. Agli inizi del settecento il duca di Marlborough, nel suo castello di Blenheim, pare abbia ricevuto in dono dalla Cina due spaniel bianco arancio che rappresentavano il punto di partenza del suo allevamento.

Sulla scorta di queste notizie alcuni autori ritengono presumibile che l'apporto di sangue Blenheim (e in particolare quello del King charles spaniel) sugli spaniel da caccia abbia contribuito alla formazione del cocker. Le argomentazioni addotte a sostegno di questa ipotesi sono : i blenheim di quell' epoca avevano taglia, ossatura e pelo vicino al cocker, erano inoltre dotati di ragguardevole forza e temperamento (come dimostrarono nella caccia alla beccaccia). Nei cocker, fino alla prima metà dell' ottocento, la canna nasale era piuttosto corta: questa caratteristica  venne mantenuta nel cocker americano mentre, per l'inglese, la successiva selezione portò la lunghezza del muso a pareggiare quella del cranio.

Alcuni autori (inglesi) sostengono la  tesi opposta. i Blenheim sarebbero discesi dai cocker. come premesso, nulla di certo risulta, comunque, sulle origini del cocker. Solo con le prime esposizioni canine, intorno al 1870, iniziarono i tentativi di classificazione degli spaniel, ma il termine di riferimento fu il peso dei soggetti: questa prima esperienza non fu felice poiché accadeva che cani della stessa cucciolata concorressero in classi diverse(le categorie erano due, al di sotto o al di sopra delle 25 libbre, cioè dei 12 Kg). anche quando, dopo il 1893, la denominazione" cocker" fu accettata dal Kennel Club inglese, poteva verificarsi che due fratelli diversi per peso, fossero uno field spaniel e l'altro cocker spaniel. La correzione fu apportata nel 1901, quando la valutazione a seconda del tipo si sostituì alle precedenti. Va riconosciuto a J.J Farrow il merito di aver prodotto il primo cocker moderno, un cocker che seppe trasmettere un' impronta determinante alla sua progenie; si chiamava Obo(nato nel 1879), era di colore nero, più corto rispetto ai suoi contemporanei, pur essendo basso sugli arti( la sua altezza al garrese era di 31 cm). La sua discendenza, di colore nero, annoverò campioni come Lily obo e ted Obo. -ma ancora l'omogeneità era difficile da ottenere poiché il limite massimo era 12 kg, ancora in vigore, ostacolava il raggiungimento di uniformità di tipo, di proporzioni armoniche e di robustezza adeguata. Intanto le esposizioni furono affiancate alle prove di lavoro; la prima, riservata agli spaniel, fu organizzata nel 1889 a Sutton Scarsdale(Inghilterra), nella tenuta di W. Askwright che ebbe anche funzione di giudice. tra tutti gli spaniel risultò vincitore proprio un cocker, Stylist pride, allevato da sharpe. Importanza fondamentale per lo sviluppo successivo della razza ebbe la fondazione, nel 1902, del cocker spaniel club, che provvide a stendere il primo standard basato sul tipo. In questo stesso periodo, il Kennel club inglese stabilì l'obbligatorietà dell' iscrizione al libro delle origini per la partecipazione alle esposizioni canine, e la "Kennel Gazette" si incaricò di pubblicare ogni notizia che riguardasse l'allevamento( vendita, trasferimenti di proprietà), allo scopo di porre un freno alla scorrettezza di allevatori e espositori. Nei primi anni del novecento, periodo di rapida evoluzione del cocker, è bene ricordare alcuni soggetti che rappresentarono momenti importanti nella modica morfologia della razza:

Ch. Jetsam Bowdler, femmina nera nata nel 1903, che impressionò alla esposizione di Cruft, presentata dal suo allevatore De Courey peele, per la sua compattezza, la maggior altezza degli arti e la scioltezza nel movimento.

Ch. Galtrees May, femmina nera nata nel 1910 e allevata da Soway: soggetto bene proporzionato, di robusta ossatura, che dominò a lungo le esposizioni;

Ch. Invader of Ware, stallone blue roano allevato da Lloyd, già sufficentemente vicino al tipo attuale.

Del resto, in questo periodo, la descrizione del cocker(standard), lasciataci da philipps, allevatore del Rovington( discendenti dagli Obo), non presenta differenze rispetto allo standard odierno. 
 

IL COCKER FULVO : COME LA MODA PU0' ROVINARE UNA REPUTAZIONE

Diffusissimo e amatissimo negli anni sessanta, tanto da diventare il cane per eccellenza della borghesia metropolitana di tutta Europa, il cocker ha vissuto una lunga stagione di declino causato da una fama di cane mordace e un pò nevrotico, dovuta appunto a un eccesso di domanda cui gli allevatori più seri non erano in grado di far fronte: la legge del mercato volle infatti che chiunque si cimentasse in cucciolate dal reddito immediato,e quasi esclusivamente del richiestissimo cocker di colore fulvo. E così l'effetto di accoppiamenti casuali e mirati solo al portafoglio fu l'aumento di cocker mordaci e con caratteri instabili,spesso fuori tagli (fino a 50cm al , con occhi cascanti(che ricordavano il bassethound) e affetti da malattie, quali per esempio la nefropatia familiare. a parte quest' ultima tara, per fortuna quasi completamente scomparsa, la conseguenza di questi scriteriati accoppiamenti sono ancora ben visibili da un punto di vista sia morfologico sia caratteriale, anche se ormai ridotte al minimo: circa un cocker su cento presenta infatti questi difetto.

Un' ultima annotazione. nei soggetti pluricolore, tutto ciò non si è mai verificato, a conferma del fatto che negli anni incriminati andava di moda solo il cocker fulvo.

(I COCKER L'INGLESE E L'AMERICANO DI Giobatta Tabò)  (IL COCKER l'INGLESE E L'AMERICANO DI Filippo Cattaneo)


 

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